martedì 23 marzo 2010

Visita a «Casa Kyoto», 22 marzo 2010: l'intervista

Intervista realizzata da William Mangano e Fernando José Rivera Ruiz

Abbiamo intervistato l’ingegnere edile Alessandro Panzeri, che ha collaborato alla realizzazione di «CasaKyoto».

Dove si trova?
Si trova a Gavirate, in provincia di Varese, e più precisamente presso la località di Oltrona al Lago, in via Unione 23.

Quando è nato il progetto?
Il progetto è nato nel 1991.

Quando è stato definitivamente realizzato?
Nel 2009.

Chi sono gli ideatori?
L'ideatore e progettista è stato l'ingegner Sergio Mammi (che si è occupato di risparmio energetico dal 1984, cioè dall'anno di fondazione dell'ANIT, Associazione nazionale per l'isolamento termico-acustico, titolare dal 1991 dello studio di progettazione «CasaKyoto»).

In quanto tempo è stato realizzato il progetto?
Il progetto è stato realizzato in 12 mesi.

Rispetto ad una struttura abitativa standard, è possibile quantificare vantaggi e risparmi?
Sì, grazie alle 10 mosse «CasaKyoto» è possibile ottenere una casa calda e silenziosa, mettendo fuori gioco freddo, muffe, consumi eccessivi e rumori fastidiosi.
La possibilità combinata di accedere alle detrazioni del 55% per le spese sostenute e di far salire la classe energetica della propria abitazione rendono le 10 mosse convenienti soprattutto da un punto di vista economico.
Si può ora valorizzare tutto questo attraverso l’assegnazione di una classe energetica rilasciata da un esperto accreditato.
Gli interventi sull'edilizia esistente possono ridurre i consumi di energia fossile dal 30% al 95%.
Si tratta naturalmente di operare in modo integrato sull'involucro e sull'impianto. Spingersi verso risparmi elevati comporta investimenti elevati, ma se associati a normali lavori di recupero, manutenzione o ristrutturazione possono ridursi considerevolmente. Inoltre, considerando l'aumento dei costi del combustibile destinato a consolidarsi in futuro, si può prevedere un ritorno economico assolutamente vantaggioso per gli investimenti destinati al risparmio energetico.

Esistono incentivi per interventi di questo genere?
Sì, il Governo ha varato alcuni provvedimenti molto interessanti ai fini del raggiungimento degli obiettivi di Kyoto: incentivi fiscali per gli interventi sull'edilizia esistente; legge 311 sulle ristrutturazioni e le nuove costruzioni; certificati bianchi; certificazione energetica degli edifici nuovi ed esistenti.
Oggi è possibile, anche grazie agli incentivi fiscali, associare agli interventi di manutenzione o di ristrutturazione, gli interventi di risparmio energetico che, opportunamente progettati, possono rendere acusticamente e termicamente più confortevole la casa, oltre a migliorarne la qualità dell’aria liberandola dagli inquinanti indoor e infine mitigarne la calura estiva.

In considerazione della tecnologia impiegata nella gestione degli impianti, quanto costa la manutenzione di una abitazione di questo genere?
I costi di manutenzione al momento non sono stati rilevati, dato che la casa è stata ultimata solamente da un anno e non ha avuto bisogno di particolari interventi. Anche se gli elementi presenti in una struttura simile potrebbero sembrare complessi e costosi, in realtà possono essere paragonati ad una abitazione standard.

In quali contesti possono essere adottate scelte analoghe?
Quanto più la casa è inefficiente, tanto più è facile ed economicamente vantaggioso migliorarla e ogni mossa ha una sua percentuale di risparmio, quindi ogni mossa può garantire un risparmio sia dal punto di vista energetico, di consumi e di emissioni inquinanti.
Tutti gli edifici potrebbero approfittarne anche grazie agli incentivi fiscali. Le proposte di «CasaKyoto» possono essere adottate in ogni contesto.

Potreste suggerire alcune buone pratiche da introdurre nelle nostre abitazioni "tradizionali"?
Tutti i problemi, riguardanti gli edifici esistenti, possono essere risolti per mezzo delle 10 mosse «CasaKyoto»: i 10 interventi per trasformare l’edificio esistente in una casa efficiente a basso consumo.

C’è uno scambio di energia con la rete principale?
Sì, in Italia la legge sul «conto energia» prevede che l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico non venga mai stoccata, cioè si immette totalmente nella rete principale per poi prelevarla in relazione al fabbisogno energetico dell’abitazione. Per quanto riguarda la spesa, se il bilancio è positivo non sono previsti costi aggiuntivi, altrimenti la spesa sarà relativa alla differenza tra energia immessa ed energia prelevata.

Quali sono i punti di debolezza di un progetto di questo genere?
Sono emersi punti di debolezza sia dal punto di vista energetico, sia dal punto di vista edile.
Dal punto di vista energetico l’inefficienza è stata rilevata nell’impianto di ventilazione meccanica, in quanto, per l’errata regolazione, aspirava troppa aria dall’esterno, la casa andava in depressione e quindi c’erano delle anomalie nel riscaldamento.
Un’altra inefficienza rilevata nell’impianto energetico è stata la mancata correzione di tutti i ponti termici.
Dal punto di vista edile il punto di debolezza è stato riscontrato al momento dell’installazione del cappotto isolante, che ha comportato l’ingresso anomalo di acqua nella cantina, quindi si è dovuto intervenire facendo un drenaggio attraverso la realizzazione di un cordolino.

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